Sovente capita di sentire parlare di Disbiosi senza capire bene che cosa sia. La Disbiosi non è altro che un’alterazione della flora batterica intestinale. La sua origine è alimentare, ma può altresì essere frutto dell’abuso di alcolici o, ancora, di farmaci. Tuttavia, è possibile che venga scatenata anche da colpi di freddo, infezioni e accumulo di stress.
Per riconoscere questo squilibrio, spesso sottovalutato, è necessario prestare attenzione ai diversi campanelli d’allarme suonati dal nostro corpo. Tra i più palesi ci sono senza ombra di dubbio il gonfiore addominale e l’irregolarità intestinale. Ma come è possibile avere la certezza di essere stati colpiti da Disbiosi intestinale? Semplice: eseguendo il Disbiosi test.

L’importanza del test della Disbiosi

Come già accennato, per verificare se si soffre di Disbiosi intestinale è necessario sottoporsi al Disbiosi test. Quello in oggetto è un test diagnostico che si esegue su un campione di urine con lo scopo di rilevare e quantizzare nel liquido organico la presenza di Indicano e Scatolo, due spie dello stato di Disbiosi Intestinale.
Queste sue molecole (Indicano E Scatolo) in presenza di un buono stato di salute sono rintracciabili nelle urine in quantità minime, se, invece, si dovesse superare il valore soglia di 1-20 mg/dl si rende pressoché concreta l’ipotesi della Disbiosi, ovverosia di quello stato di disequilibrio qualitativo e quantitativo fra i batteri anaerobi presenti nell’intestino al 95% e quelli aerobi presenti al 5%; detto altrimenti uno dei due ceppi di batteri subisce un’alterazione, quindi diminuisce rispetto all’altro o addirittura scompare, dando così vita a una condizione di Disbiosi intestinale. Le conseguenze sono diverse e spesso anche molto gravi in quanto punto di partenza di malattie secondarie che possono essere più o meno gravi, tra queste ricordiamo:

  • la diarrea cronica;
  • la stipsi cronica;
  • l’acne;
  • gli eczemi;
  • le allergie;
  • i reumatismi;
  • l’anemia;
  • il mal di testa;
  • la stanchezza eccessiva;
  • l’irritabilità;
  • la candidosi;
  • la depressione;
  • l’ipovitaminosi.

Ragion per cui non bisogna mai sottovalutare l’importanza del Disbiosi test. Ecco dunque, che davanti a una richiesta medica del test non bisogna mai tergiversare e/o rimandare l’esame a data da destinarsi.
Quindi davanti a una condizione di:

  • meteorismo;
  • gonfiore addominale;
  • flatulenza;
  • malattie dell’epidermide;
  • malattie virali;
  • Candida;
  • problemi di digestione;
  • vaginite recidivante;
  • Herpes simplex;
  • stitichezza cronica;
  • frequenti diarree;
  • costipazione alternata a evacuazioni;
  • osteoporosi;
  • reumatismi;
  • insonnia;
  • ritenzione idrica;
  • obesità;
  • difficoltà a perdere di peso con le diete

è di assoluta importanza eseguire subito il test per la Disbiosi, solo così si può avere un’istantanela sulle condizioni del tratto intestinale che subisce in misura maggiore lo squilibrio della flora batterica. Qualora ad essere alterato fosse il valore della molecola Indicano la chiave di volta della problematica è da ricercarsi nell’intestino tenue, se di contro ad essere alterato fosse lo Scatolo, il problema sarà più che altro a carico dell’intestino crasso, e più precisamente del colon. Nel primo caso chi di dovere consiglia l’impiego di un probiotico come il lactobacillus acidophilus, mentre nel secondo del probiotico bifidobacter bifidus. L’impiego dei probiotici deve essere supportato da un regime alimentare adeguato.

Non è ancora tutto, in alcuni casi il test Disbiosi intestinale rileva variazioni sia nei valori dell’Indicano che dello Scatolo, questo significa che la Disbiosi ha colpito sia l’intestino tenue sia l’intestino crasso, nello specifico gli specialisti opteranno per un probiotico differente che agisca ad ampio spettro.

La terapia a base di probiotici solitamente ha una durata minima di 3 mesi. La cura dipende sempre dalla gravità della Disbiosi intestinale.
Alla termine della terapia è sempre consigliabile eseguire una altro test Disbiosi intestinale di modo da verificare la normalizzazione dei valori delle due molecole.

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