Il diabete mellito, come riportano i dati divulgati dall’Istat, è una patologia in costante crescita e l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) lancia l’allarme: nel 2030 si registreranno, nel mondo, 360 milioni di casi.
Cerchiamo quindi di capire, più nel dettaglio, di che cosa si tratta, quali sono i campanelli d’allarme a cui prestare attenzione, come si arriva a una corretta diagnosi e cosa significa convivere con la malattia.

1. Che cos’è il diabete mellito?

Il diabete mellito è un’affezione cronica che si contraddistingue per gli alti livelli di glucosio del sangue (iperglicemia).
Questa condizione deriva generalmente da:

  • scarsa o mancata produzione di insulina (ormone secreto dal pancreas che favorisce l’ingresso dello zucchero nelle cellule abbassando così la sua concentrazione nel sangue);
  • sviluppo della cosiddetta insulino-resistenza da parte dei tessuti bersaglio.
    Nel primo caso si parla di diabete mellito di tipo 1, mentre nel secondo di diabete mellito di tipo 2.

L’eccesso di glucosio viene, successivamente, rimosso dal sangue attraverso la minzione.

2. I sintomi caratteristici del diabete mellito

I sintomi del diabete sono molteplici e strettamente correlati alla forma in essere.
Nel tipo 1 sopraggiunge, per esempio, la poliuria (necessità frequente di urinare) a cui si sommano la conseguente disidratazione e il bisogno impellente di reintegrare quanto perso (polidipsia).

Si può osservare una marcata perdita di peso perché le cellule, non potendo usare il glucosio come fonte energetica primaria, sono costrette a rivolgersi altrove (proteine e depositi di grasso). Il consumo di questi ultimi determina, inoltre, l’accumulo di scorie (o corpi chetonici): il pH del sangue diminuisce e il paziente corre il rischio di entrare in coma chetoacidosico.

Altri sintomi degni di nota sono la particolare predisposizione a sviluppare infezioni alle vie urinarie (il transito degli zuccheri diventa, difatti, un terreno fertile per la crescita di microrganismi), l’aumento dell’appetito, i disturbi della vista, la guarigione tardiva di tagli e ferite e la dolorabilità in corrispondenza del tratto addominale.

3. Come si diagnostica il diabete (valori diabete e valori glicemia diabete)

Una diagnosi precoce e puntuale è indispensabile per poter convivere al meglio con la malattia ed evitare l’insorgenza di complicanze di varia natura.
Tutti coloro che sospettano, per qualche motivo, di essere affetti dalla patologia devono sottoporsi a un prelievo di sangue (a digiuno) e a un esame delle urine al fine di stimare, in entrambi i campioni, la concentrazione di glucosio.
Il diabete viene confermato se, alla lettura dei risultati degli esami, i valori di glicemia (misurati in due differenti giornate) sono superiori a 126 mg/dl.

4. Come convivere con il diabete

Convivere con il diabete non è impossibile, ma è indispensabile monitorare constantemente la propria condizione. È, perciò, essenziale effettuare test periodici dei livelli di glucosio nel sangue; tutti i soggetti diabetici devono, quindi, munirsi di glucometri al fine di misurare la glicemia. L’analisi dei risultati permette di:

  • correggere la terapia farmacologica;
  • modificare, se necessario, la dieta seguita.

Altri controlli da non sottovalutare sono la rilevazione dei corpi chetonici e del glucosio nelle urine; quest’ultima permette, infatti, di evidenziare eventuali episodi di iperglicemia.

Conclusioni

Il diabete, secondo quanto emerso, è una patologia meritevole d’attenzione e non deve essere trascurata per alcun motivo perché può dare origine a gravi complicanze.
È quindi importante, per tutti questi motivi, monitorare i valori associati al diabete ed effettuare le dovute misurazioni della glicemia e della glicosuria.
Il primo test rileva la concentrazione del glucosio del sangue, mentre il secondo evidenzia eventuali episodi iperglicemici antecendenti alla misurazione.

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